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Fattori di rischio nevralgia post-erpetica

Fattori di rischio nevralgia post-erpetica

Tra i fattori di rischio che incidono significativamente sull’evenienza di poter sviluppare una nevralgia post-erpetica l’età gioca un ruolo centrale, dal momento che dal punto di vista clinico la condizione patologica  tende a colpire soprattutto le persone con più di 50 anni. L’incidenza della nevralgia post-erpetica aumenta progressivamente dopo i 60 anni e con l’avanzare dell’età si registra una riduzione delle probabilità di risoluzione spontanea. Oltre all’età non è stato identificato nessun altro fattore eziologico che rende possibile prevedere quali pazienti colpiti da herpes zoster potranno successivamente essere colpiti da nevralgia post-erpetica. I soggetti colpiti da questo quadro patologico risentono della sensazione persistente di dolore che si presenta a livello superficiale, e viene percepito come urente localizzandosi in un’area ben precisa interessata anche da ipersensibilità; in genere l’intensità del dolore è variabile e soggettiva, quando la sintomatologia è lieve può essere avvertito come un leggero prurito accompagnato ad una sensazione di intorpidimento. Talvolta il dolore può risentire di un’acutizzazione in caso di contatti, anche lievi a livello della sede interessata da nevralgia post-erpetica, il paziente può avvertire un dolore più lancinante nel corso di movimenti notturni, stress emotivi, sbalzi di temperatura, rumori improvvisi. Maggiori notizie su: http://www.my-personaltrainer.it/salute/nevralgia-post-erpetica.html. Continue reading

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Nevralgia post-erpetica terapia farmacologica

Nevralgia post-erpetica terapia farmacologica

Il quadro clinico della nevralgia post-erpetica richiede un trattamento appropriato attraverso una terapia farmacologica che prevede diversi tipi di presidi medici con lo scopo di placare principalmente il dolore percepito dal paziente evitando inoltre che si verifichi il blocco neuronale. Il medico è propenso a prescrivere una cura icentrata su più farmaci per placare in maniera più efficace il dolore, in genere  il soggetto colpito da nevralgia post-erpetica deve assumere farmaci ad azione sistemica e di tipo topico. Tra le famiglie farmacologiche d’elezione ci sono gli anticonvulsivanti in grado di lenire la sensazione dolorosa a carico dei nervi danneggiati; sono frequentemente prescritti anche gli antidolorifici per promuovere un’azione analgesica, in base all’intensità del dolore è possibile usare farmaci più blandi o potenti da scegliere tra composti a base di principi attivi quali: ibuprofene, acido acetilsalicilico, paracetamolo, capsaicina, codeina, idrocodone, tramadolo. In caso di nevralgia post-erpetica sono di grande ausilio degli anestetici locali quali pomate oppure cerotti a base di lidocaina che agiscono principalmente per placare il prurito. Continue reading

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Antidepressivi triciclici (TCA) per trattare la nevralgia post-erpetica

Antidepressivi triciclici (TCA) per trattare la nevralgia post-erpetica

Il dolore provocato dal fuoco di Sant’Antonio può persistere anche dopo la guarigione determinando l’insorgenza della nevralgia post-erpetica che richiede come trattamento curativo efficace per diminuire il dolore diverse terapie farmacologiche, in genere gli antidepressivi triciclici (TCA) vengono prescritti per trattare la nevralgia post-erpetica. Nella maggior parte dei casi ai pazienti che risentono di questa condizione patologica dolorosa viene suggerita l’assunzione dell’amitriptilina, ma a questo presidio medico che presenta un’alta incidenza di effetti collaterali vengono preferiti altri presidi medici della stessa classe farmacologica tra cui la desipramina e la nortriptilina dal momento che presentano minori effetti collaterali nei confronti dei soggetti che risultano maggiormente esposti al rischio di contrarre nevralgia post-erpetica. I principi attivi alla base di questi farmaci favoriscono l’inibizione non selettiva della ricaptazione dei neurotrasmettitori monoamine, per cui il principale effetto da ascrivere agli antidepressivi triciclici (TCA) determina il blocco della ricaptazione delle ammine dalle terminazioni nervose, talvolta attivano un’interazione con recettori neurotrasmettitoriali, tra cui i recettori colinergici muscarinici, i recettori serotoninergici e i recettori istaminici. Maggiori informazioni si trovano su Fuoco di Sant’Antonio danneggia i neuroni sensitivi. Continue reading

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