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Approfondimenti Fuoco di Sant’Antonio: tutto su contagio sintomi e cura di questa malattia virale.

Ergotismo: i caratteri dell’intossicazione

Ergotismo come si manifesta l’intossicazione

In passato si sono registrate delle vere e proprie epidemie dovute all’ergotismo, un’intossicazione dovuta al fungo Claviceps purpurea, presente nella segale cornuta, a causa del consumo smodato di graminacea e di farine contaminate, nella storia più recente talvolta le intossicazioni sono dovute principalmente all’assunzione di alcune categorie di farmaci a base di alcaloidi. L’ergotismo era anche conosciuto come ignis sacer ovvero come il fuoco sacro o fuoco di Sant’Antonio, dal momento che il santo era patrono di un ordine religioso specificatamente fondato per assistere i pazienti colpiti da vere e proprie epidemie riconducibili a questa forma di intossicazione alimentare. L’intossicazione in forma epidemica si deve generalmente all’uso di farine contaminate da polvere di sclerozi del fungo Claviceps purpurea, determinando un quadro sintomatologico che si articola in due sindromi: una forma è di natura gangrenosa e si caratterizza per l’insorgenza di disturbi circolatori che colpiscono gli arti e possono determinare la formazione di gangrena; la seconda sindrome è invece di natura neurologica poiché il soggetto risente di convulsioni ed è affetto da allucinazioni. Per altre informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Decorso dell’herpes Zoster. Continue reading

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Zoster toracico come si evidenzia

Zoster toracico come manifestazione caratteristica del fuoco di sant’Antonio

La manifestazione cutanea del fuoco di sant’Antonio, da imputare all’aggressione dell’herpes zoster, tende ad interessare specifiche radici nervose come nel caso dello zoster toracico che si viene ad evidenziare a livello locale con la comparsa su un solo lato del corpo sulla cintura costale della caratteristica dermatosi virale. In genere l’eruzione cutanea dell’infezione si palesa su un solo lato del corpo innestandosi dove hanno origine le radici nervose, e tra i distretti anatomici maggiormente colpiti dal virus ci sono i nervi intercostali di cui è responsabile lo zoster toracico, ma possono venir coinvolti anche il nervo trigemino ed il viso in generale, il bacino, le braccia. Il soggetto che presenta il quadro clinico del fuoco di sant’Antonio risente non solo della comparsa delle caratteristiche vescicole, in quanto il paziente deve fare i conti molto spesso con degli attacchi di intenso prurito dovuto all’infiammazione del nervo aggredito dall’agente virale; prima della comparsa dell’eruzione si evidenziano dei disturbi sistemici quali: febbre, disturbi gastrointestinali, malessere generale, dolori nevralgici. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Forme di herpes zoster classificazione. Continue reading

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Nevralgia del nervo di Arnold come si manifesta

Nevralgia del nervo di Arnold come si manifesta

La sofferenza di un nervo specifico può determinare la cosiddetta nevralgia da irritazione del nervo di Arnold che ha origine dalla branca posteriore della 2° radice cervicale, chi viene colpito da questa condizione lamenta un dolore penetrante a partire dalla nuca che si estende alla regione occipitale, coinvolgendo di solito un lato del capo, in rari casi invece il dolore è continuo e può connotarsi come bilaterale. Il mal di testa ascrivibile alla nevralgia di Arnold determina delle manifestazioni caratteristiche che si traducono essenzialmente in due segni clinici quali: dolore intenso e pulsante, localizzazione della nevralgia su metà della testa interessando metà fronte. Per poter diagnosticare questa malattia si può eseguire un semplice esame pratico: semplicemente il medico eserciterà una leggera pressione con i pollici la zona cervicale dove decorre il nervo, questa compromissione determina l’insorgenza dei sintomi; la zona palpata potrebbe apparire eccessivamente sensibile oppure non recettiva. Per altre informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Nevralgia intercostale come si verifica. Continue reading

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Fuoco di Sant’Antonio danneggia i neuroni sensitivi

Fuoco di Sant’Antonio danneggia i neuroni sensitivi

Il virus dell’herpes Zoster, responsabile del fuoco di Sant’Antonio danneggia i neuroni sensitivi, ossia le cellule del sistema nervoso che sono specializzate nella trasmissione al cervello degli input percepiti a livello sensoriale dalla pelle e dagli organi di senso, per cui i neuroni sono in grado di avvertire: caldo, freddo, dolore, sensazioni tattili. Il virus responsabile del fuoco di Sant’Antonio va così a danneggiare i neuroni, che di conseguenza inviano al cervello delle sensazioni di dolore, ed infatti l’eruzione connessa a questa infezione virale determina tra le principali manifestazioni sintomatiche la percezione di una sensazione acuta di dolore che viene percepito come intenso e continuo, che interessa la parte dove compare  l’eruzione. Le vescicole con cui si manifesta il virus rendono particolarmente sensibile il distretto cutaneo lungo il decorso del nervo o dei nervi in cui il virus si era nascosto dopo aver causato la varicella, per cui anche il minimo sfioramento può scatenare attacchi dolorosi con contrazioni muscolari. Per altre informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Prurito post-erpetico come si manifesta. Continue reading

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Herpes zoster segni clinici caratteristici

Herpes zoster segni clinici caratteristici

Il quadro clinico dell’infezione virale veicolata dall’herpes zoster si evidenzia per dei segni clinici caratteristici tra cui la localizzazione dell’eruzione tipica del fuoco di sant’Antonio per cui la sua manifestazione ha andamento monolaterale con interruzione sulla linea mediana, il rash cutaneo in genere si palesa in un’area circoscritta della pelle in relazione ad uno o più nervi sensitivi colpiti dal virus. L’aggressione da parte dell’herpes zoster coinvolge principalmente degli specifici gangli sensoriali in quanto l’agente virale si manifesta nella maggior parte dei casi nelle aree cutanee in cui l’eruzione della varicella è stata particolarmente acuta. Il fuoco di sant’Antonio tende a palesarsi soprattutto a livello del tronco localizzandosi nella zona intercostale: si tratta della forma più comune e più facilmente riconoscibile in quanto tende a presentarsi con delle caratteristiche cliniche specifiche. Prima dell’eruzione il paziente presenta una sintomatologia caratteristica con manifestazione di cefalea, febbre, astenia; in seguito compare l’eruzione cutanea che assume andamento unilaterale a fascia longitudinale, per poi proseguire in maniera meno obliqua localizzandosi tra uno o più spazi intercostali, il cammino del virus a livello cutaneo si interrompe sulla linea mediana sia anteriormente sia posteriormente. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Decorso dell’herpes Zoster. Continue reading

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Fuoco di sant’Antonio calendula

Fuoco di sant’Antonio calendula

Quando l’herpes zoster si riattiva determina l’insorgenza di specifici sintomi tra cui un’eruzione cutanea con formazione di vescicole di origine virulenta questa manifestazione del fuoco di sant’Antonio può essere trattata con la calendula, un rimedio naturale dall’azione antinfiammatoria. Per trattare l’eruzione cutanea possono essere applicati topicamente diversi prodotti dalla formulazione naturale che permettono di lenire il rossore e l’infiammazione iniziale dovuta alla presenza di vesciche contenenti un liquido trasparente, che durante il decorso della malattia infettiva si trasformano in croste e dopo la loro caduta possono lasciare sulla pelle delle cicatrici. Per trattare il rossore e desquamazione della pelle si possono preparare degli impacchi freddi con infuso di calendula da applicare nella zona interessata dal rash cutaneo che si solito si sviluppa lungo il percorso di un nervo periferico estendendosi su un lato del tronco o del viso, l’area diventa particolarmente sensibile e dolorante. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Fuoco di sant’Antonio pomate a base di propoli. Continue reading

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Virus herpes zoster sindrome di Ramsay-Hunt

Virus herpes zoster sindrome di Ramsay-Hunt

Tra le possibile complicanze associate all’infezione veicolata dal virus herpes zoster bisogna segnalare anche la sindrome di Ramsay-Hunt, che colpisce il ganglio genicolato provocando una paralisi dei nervi facciali a cui si associa la comparsa di eruzioni cutanee e vesciche sull’orecchio interno ed esterno, ma anche attorno naso e bocca, il soggetto può presentare infiammazione, dolore e perdita di sensibilità in uno o entrambi gli occhi, la sensazione di dolore può colpire anche l’orecchio che spesso risente di iperacusia (ipersensibilità ed un’intolleranza ai suoni). Tra le altre manifestazioni tipiche della sindrome di Ramsay-Hunt vi sono anche la perdita di movimento nei nervi facciali; la perdita di udito oppure l’alterata percezione dei suoni a causa di un ronzio costante; anche il senso del gusto viene alterato,  difficoltà nel parlare,  vertigini e perdita di equilibrio, secchezza oculare e delle fauci. A differenza della paralisi di Bell, con cui viene spesso confusa, produce sfoghi cutanei ed è diverso l’agente virale responsabile dei segni clinici, infatti la paralisi di Bell è provocata dall’herpes simplex non dal virus herpes zoster. Per altre informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Decorso dell’herpes Zoster. Continue reading

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Fuoco di sant’Antonio diagnosi differenziale

Fuoco di sant’Antonio diagnosi differenziale

Per identificare l’infezione virale riconducibile al fuoco di sant’Antonio ci si affida alla diagnosi differenziale dell’eruzione cutanea: già da un’indagine visiva è possibile confermare la malattia dal momento che il rash cutaneo interessa un dermatomero. Nel caso in cui l’eruzione è assente, delineando la condizione dello zoster sine herpete, l’infezione virale risulta difficile da diagnosticare in quanto il paziente risente di una serie di sintomi tipici di altre condizioni patologiche. Per formulare quindi la diagnosi dell’herpes zoster vengono eseguiti degli esami di laboratorio, è infatti possibile rilevare nel sangue la presenza degli anticorpi IgM VZV specifici, si tratta di anticorpi prodotti dall’organismo durante la manifestazione sintomatologica della varicella oppure del fuoco di sant’Antonio. Un altro test che può essere effettuato consiste nell’analizzare il contenuto sierico delle vesciche che compongono l’eruzione cutanea, si esegue in questo caso una reazione a catena della polimerasi (PCR) per la ricerca del DNA del virus herpes zoster, oppure si sottopone ad analizzare il contenuto delle bolle con un microscopio elettronico per esaminare la presenza dell’agente virale. Maggiori notizie su Prurito post-erpetico come si manifesta. Continue reading

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Prurito post-erpetico come si manifesta

Prurito post-erpetico

Il prurito che rappresenta un sintomo caratteristico del quadro clinico del fuoco di Sant’Antonio può avere degli strascichi anche successivi alla risoluzione dell’infezione virale provocando la manifestazione del prurito post-erpetico che tende ad evidenziarsi come abbastanza doloroso. Nella maggior parte dei casi si tratta di un malessere difficile da curare visto che la sensazione di il prurito coinvolge di solito quelle zone di pelle che risentono della mancanza di sensibilità per cui l’impulso a grattarsi troppo a lungo o con troppa irruenza può causare lesioni gravi in queste aree della cute per cui le manovre di grattamento del paziente peggiorano il malessere causando ulteriori lesioni. In genere l’insorgenza del prurito locale determina un’acuta sensazione di bruciore, questi disturbi si fanno più accentuati durante la notte, portando il soggetto a grattarsi per placare il disagio, finendo invece per procurarsi lesioni ed escoriazioni locali che aggravano le condizioni del paziente. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Decorso dell’herpes Zoster. Continue reading

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Eruzione varicelliforme di Kaposi

Eruzione varicelliforme di Kaposi come si palesa l’infezione

Tra le diverse complicanze, seppur rare, da ricondurre all’infezione erpetica di una dermatite atopica ci sono i casi di eruzione varicelliforme di Kaposi, una malattia conosciuta in ambito clinico anche con altri nomi quali eczema herpeticum, pustolosi varioliforme acuta e dermatite di Kaposi-Juliusberg. Si tratta di una malattia della pelle poco comune, ma che può assumere connotati gravi, che si manifesta con l’insorgenza di un’infezione disseminata che colpisce le sedi di lesione delle pelle per cui può essere un’infezione secondaria connessa con la dermatite atopica, con diverse forme di eczema oppure con la comparsa di ustioni. Nella maggior parte dei casi la causa dell’eczema herpeticum è una sovrainfezione della dermatite atopica da herpes simplex di tipo 1 (HSV-1), risultano invece meno frequenti i casi da ascrivere all’infezione da herpes simplex di tipo 2 (HSV-2); in ambito clinico poi vengono diagnosticati anche casi di eruzione varicelliforme di Kaposi scatenati da coxsackievirus A16 e da altri virus. Per altre informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Decorso dell’herpes Zoster. Continue reading

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