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Approfondimenti Fuoco di Sant’Antonio: tutto su contagio sintomi e cura di questa malattia virale.

Decorso rash cutaneo del fuoco di sant’Antonio

Decorso rash cutaneo del fuoco di sant’Antonio

Il virus dell’herpes zoster dopo la sua attivazione nel corpo dell’ospite scatena una sensazione di formicolio a livello locale nelle parti del corpo maggiormente colpite dal virus, si assiste così al decorso del rash cutaneo del fuoco di sant’Antonio. La prima manifestazione dell’infezione virale a livello cutaneo determina la comparsa di una striscia di puntini rossi che si estende lungo il percorso del nervo infettato dall’herpes zoster delineando un serpente di fuoco che si annida all’interno del corpo, successivamente l’esantema evolve in pustole piene di liquido che si seccano determinando così la formazione di croste. Il rash cutaneo del fuoco di sant’Antonio si accompagna alla sensazione di dolore acuto che impedisce al paziente lo svolgimento delle semplici attività quotidiane; talvolta la sensazione di dolore può protrarsi nel tempo, nel caso in cui si manifesta anche a distanza di alcune settimane dopo la scomparsa dell’esantema è probabile che il paziente sia stato colpito da nevralgia post erpetica. Continue reading

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Idroa: come si manifesta questa dermatite rara

Idroa: come si manifesta questa dermatite rara

Tra le affezioni della pelle di tipo vescicolare si definisce idroa una forma di eritema essudativo polimorfo caratterizzato dalla manifestazione di vescicole che compaiono sulla cute seguendo un’irradiazione concentrica che assume la morfologia di una coccarda. In base alla disposizione delle vesciche si classificano diversi tipi di questa dermatite di cui non si conosce l’eziologia certa, a partire dalla forma vescicolare noto anche con il nome di herpes iris di Bateman o semplicemente idroa di Bazin, in questo caso il rash cutaneo si caratterizza per avere una distribuzione polimorfa e per la presenza di liquido infiammatorio  all’interno di ogni cavità vescicale; si definisce invece bolloso l’eritema riconducibile al gruppo delle affezioni pemfigoidi; mentre l’idroa vacciniforme rappresenta una forma di dermatosi raramente diagnosticata in ambito clinico, si tratta di un’affezione di carattere familiare che fa il suo esordio sin nel primo anno di vita manifestandosi nell’arco di tutta l’infanzia, in genere il soggetto inizia a migliorare gradualmente per poi risolversi e scomparire durante l’età adulta. Continue reading

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Herpes zoster in età pediatrica

Herpes zoster in età pediatrica

I soggetti di età compresa tra 0 e 9 anni possono evidenziare il quadro clinico dell’herpes zoster in età pediatrica, in particolare durante la fase neonatale come anche nel corso dei primi mesi di vita questo quadro clinico si manifesta come espressione di una infezione intrauterina da virus varicella-zoster che viene trasmessa dalla madre al feto durante l’ultimo trimestre di gravidanza. Come conseguenza dell’infezione veicolata dalla madre al nascituro determina un’alterazione immunitaria dal momento che  il sistema immunitario del neonato non è in grado di mantenere in uno stato di latenza il virus. L’herpes zoster può avere un esordio rapido oppure può manifestarsi entro la prima decade di vita se l’infezione virale viene contratta entro i primi 2 mesi di vita, se il focus infettivo invece si scatena entro la seconda decade significa che l’infezione è stata contratta tra il II ed il XII mese. L’herpes zoster pediatrico può sorgere come conseguenza di una infezione entro il primo anno del virus, ma può essere veicolato anche dalla varicella se viene contratta entro il XII mese, tra gli altri fattori eziologici associati a questa rara malattia bisogna segnalare anche gli stati di immunodeficienza dovuti all’HIV oppure a neoplasie emo-linfoproliferative, possono giocare un ruolo decisivo anche i trattamenti radiochemioterapici. Continue reading

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Herpes zoster gel a base di cloruro di alluminio 

Herpes zoster gel a base di cloruro di alluminio

Tra i trattamenti di tipo locale che possono venir indicati per placare i sintomi dell’infezione da herpes zoster si consiglia l’applicazione di un gel a base di cloruro di alluminio che attenua l’infiammazione delle vescicole e diminuisce la sensazione di prurito. Nel caso in cui l’eruzione cutanea crea fastidio per ridurre l’infiammazione e la sensazione di prurito si raccomandano dei semplici rimedi dalla formulazione naturale che attivano proprietà antidolorifiche, antinfiammatorie ed antivirali. Si tratta di un trattamento topico che in genere viene utilizzato per placare il prurito provocato dalle punture delle zanzare ma anche per placare l’infiammazione ed la sensazione di bruciore dovute alle lesioni da contatto provocate dalle meduse poiché il gel di cloruro di alluminio attiva un’azione astringente a cui si aggiunge un’immediata azione antiprurito, ma la stessa composizione del trattamento blocca la diffusione delle tossine rilasciate dalla medusa nell’organismo dell’uomo. Per altre informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Cure naturali per il trattamento del virus zoster: il ginseng. Continue reading

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Terapia omeopatica dell’herpes zoster

Terapia omeopatica dell’herpes zoster

I rimedi omeopatici coadiuvano il trattamento di diverse condizioni patologiche, in particolare si può prescrivere una specifica terapia omeopatica dell’herpes zoster con lo scopo principale non solo di placare la sintomatologia ma anche di prevenire eventuali episodi di recidive. In genere il rimedio omeopatico adatto per il trattamento del paziente colpito da fuoco di sant’Antonio deve essere identificato partendo dal quadro clinico del singolo soggetto questo perché il migliore trattamento naturale deve agire efficacemente sulla complessità dei sintomi fisici ed a livello psichico. Per cui la medicina omeopatica non propone dei rimedi fissi per combattere la sintomatologia connessa con l’aggressione virale veicolata dall’herpes zoster ma suggerisce diversi preparati da poter adoperare ad hoc tenendo conto delle manifestazioni presentate dal paziente. Spesso vengono indicati dei rimedi comuni che trovano largo impiego anche nel contesto di altre patologie cutanee assimilabili all’herpes zoster, il soggetto colpito da fuoco di sant’Antonio e che si rivolge ad un professionista omeopatico si vedrà prescrivere diversi rimedi tra i quali ad esempio: mezereum, sulfur, apis, rhus toxicodendron, formica rufa, arsenicum album, medusa, pulsatilla, ranunculus, natrium muriaticum. Maggiori informazioni si trovano su Argento colloidale fuoco di Sant’Antonio. Continue reading

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Herpes zoster rischio ictus

Herpes zoster rischio ictus

Recenti studi epidemiologici hanno rilevato una relazione tra herpes zoster e rischio ictus, è stato infatti rilevato un aumento del rischio ictus nei soggetti colpiti da questo agente virale capace di determinare il quadro clinico del fuoco di sant’Antonio. Le indagini condotte hanno evidenziato che tale evenienza può registrarsi nei 6-12 mesi successivi, in particolare il rischio di ictus risulta maggiore nei soggetti precedentemente colpiti da herpes zoster oftalmico, spesso l’insorgenza di episodi di ictus tende a registrarsi entro l’anno. Per limitare i rischi in genere si procede con la prescrizione di un’adeguata terapia antivirale, anche se la migliore prevenzione in tal caso è rappresentata dalla vaccinazione anti-zoster indicata in particolare ai soggetti anziani ed a quelli con deficit relativi al sistema immunitario. Per altre informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Nevralgia del trigemino cosa è. Continue reading

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Herpes zoster linfoadenopatia regionale

Herpes zoster linfoadenopatia regionale

L’infezione veicolata dall’herpes zoster spesso si accompagna all’insorgenza di adenopatia o linfoadenopatia regionale ossia da un sostanziale aumento del volume dei linfonodi associato a dolore. Solitamente la linfoadenopatia si caratterizza per un aumento del volume di uno o più linfonodi da associare come conseguenza diretta ad un’eccessiva produzione di linfociti e di cellule reticoloendoteliali oppure da infiltrazione di cellule. L’infiammazione può essere provocata da batteri, virus, protozoi, funghi che possono determinare un interessamento linfonodale generalizzato, con infezioni sistemiche, o limitato ai linfonodi regionali che drenano una zona infetta; si riscontra un’espansione generalizzata dei linfonodi in caso di mononucleosi infettiva, nelle infezioni da citomegalovirus, nella istoplasmosi disseminata nella toxoplasmosi, nella brucellosi, nella sifilide secondaria; invece la forma regionale è tipica di infezioni batteriche di streptococchi, nella TBC o malattia da micobatteri non tubercolari, nella tularemia, nella sifilide primaria, nel linfogranuloma venereo, in caso di herpes simplex genitale, nella malattia da graffio di gatto. Per altre notizie si rimanda alla lettura di Herpes zoster segni clinici caratteristici. Continue reading

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Antidepressivi triciclici (TCA) per trattare la nevralgia post-erpetica

Antidepressivi triciclici (TCA) per trattare la nevralgia post-erpetica

Il dolore provocato dal fuoco di Sant’Antonio può persistere anche dopo la guarigione determinando l’insorgenza della nevralgia post-erpetica che richiede come trattamento curativo efficace per diminuire il dolore diverse terapie farmacologiche, in genere gli antidepressivi triciclici (TCA) vengono prescritti per trattare la nevralgia post-erpetica. Nella maggior parte dei casi ai pazienti che risentono di questa condizione patologica dolorosa viene suggerita l’assunzione dell’amitriptilina, ma a questo presidio medico che presenta un’alta incidenza di effetti collaterali vengono preferiti altri presidi medici della stessa classe farmacologica tra cui la desipramina e la nortriptilina dal momento che presentano minori effetti collaterali nei confronti dei soggetti che risultano maggiormente esposti al rischio di contrarre nevralgia post-erpetica. I principi attivi alla base di questi farmaci favoriscono l’inibizione non selettiva della ricaptazione dei neurotrasmettitori monoamine, per cui il principale effetto da ascrivere agli antidepressivi triciclici (TCA) determina il blocco della ricaptazione delle ammine dalle terminazioni nervose, talvolta attivano un’interazione con recettori neurotrasmettitoriali, tra cui i recettori colinergici muscarinici, i recettori serotoninergici e i recettori istaminici. Maggiori informazioni si trovano su Fuoco di Sant’Antonio danneggia i neuroni sensitivi. Continue reading

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Prevenzione alimentare per rafforzare il sistema immunitario

Prevenzione alimentare per rafforzare il sistema immunitario

Per scongiurare l’aggressione virale di diversi agenti patogeni tra cui l’herpes zoster può essere adottata una forma di prevenzione alimentare per rafforzare il sistema immunitario con lo scopo di innalzare le difese dell’organismo ed ostacolare l’aggressione di batteri, virus e funghi. L’esposizione al fuoco di sant’Antonio si registra soprattutto in quei soggetti che risentono di un calo delle difese immunitarie, dal momento che il virus dell’herpes è un patogeno definito opportunista in quanto mette in atto il suo meccanismo di aggressione in particolari momenti di debolezza dell’organismo, questo perché si tratta di un agente capace di rimanere latente per lungo tempo, per cui fino a quando il corpo è in salute l’agente resta silente per potersi farsi vivo in momenti particolarmente stressanti a livello fisico o psicologico oppure in seguito ad una malattia. Come forma di prevenzione è possibile adottare un’alimentazione che rifornisca all’organismo tutte le sostanze nutritive utili per potenziare le difese immunitarie. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Fuoco di Sant’Antonio vitamine utili. Continue reading

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Herpes zoster complicanze nei soggetti anziani

Herpes zoster complicanze nei soggetti anziani: quali possono essere

In genere nel giro di 2-3 settimane l’infezione veicolata dall’herpes zoster si risolve senza determinare malesseri associati a questa infezione virale, talvolta possono sorgere complicanze nei soggetti anziani ed in quelli con il sistema immunitario compromesso questo perché il virus è capace di rimanere latente nel corpo per riattarsi in seguito quando trova delle condizioni favorevoli. In particolare nelle persone anziane possono evidenziarsi casi di nevralgia posterpetica, una condizione di anestesia dovuta ad un’alterazione del sistema nocicettivo, talvolta il paziente può risentire di una condizione di ipoestesia che si traduce in una diminuzione della sensibilità, oppure può verificarsi l’iperalgesia per cui il soggetto viene colpito da un abbassamento della soglia dolorosa; non sono rari casi di disestesia ossia di allucinazione tattile dovuta ad una lesione che interessa il midollo spinale. Talvolta il soggetto colpito dalla riattivazione dell’herpes zoster può venir colpito da una leggera o severa paralisi dei nervi cranici. Per altre informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Herpes zoster complicanze cheratite sintomi. Continue reading

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