• Idroa: come si manifesta questa dermatite rara

    Idroa: come si manifesta questa dermatite rara

    Tra le affezioni della pelle di tipo vescicolare si definisce idroa una forma di eritema essudativo polimorfo caratterizzato dalla manifestazione di vescicole che compaiono sulla cute seguendo un’irradiazione concentrica che assume la morfologia di una coccarda. In base alla disposizione delle vesciche si classificano diversi tipi di questa dermatite di cui non si conosce l’eziologia certa, a partire dalla forma vescicolare noto anche con il nome di herpes iris di Bateman o semplicemente idroa di Bazin, in questo caso il rash cutaneo si caratterizza per avere una distribuzione polimorfa e per la presenza di liquido infiammatorio  all’interno di ogni cavità vescicale; si definisce invece bolloso l’eritema riconducibile al gruppo delle affezioni pemfigoidi; mentre l’idroa vacciniforme rappresenta una forma di dermatosi raramente diagnosticata in ambito clinico, si tratta di un’affezione di carattere familiare che fa il suo esordio sin nel primo anno di vita manifestandosi nell’arco di tutta l’infanzia, in genere il soggetto inizia a migliorare gradualmente per poi risolversi e scomparire durante l’età adulta. Continue reading

    Published by:
  • Herpes zoster in età pediatrica

    Herpes zoster in età pediatrica

    I soggetti di età compresa tra 0 e 9 anni possono evidenziare il quadro clinico dell’herpes zoster in età pediatrica, in particolare durante la fase neonatale come anche nel corso dei primi mesi di vita questo quadro clinico si manifesta come espressione di una infezione intrauterina da virus varicella-zoster che viene trasmessa dalla madre al feto durante l’ultimo trimestre di gravidanza. Come conseguenza dell’infezione veicolata dalla madre al nascituro determina un’alterazione immunitaria dal momento che  il sistema immunitario del neonato non è in grado di mantenere in uno stato di latenza il virus. L’herpes zoster può avere un esordio rapido oppure può manifestarsi entro la prima decade di vita se l’infezione virale viene contratta entro i primi 2 mesi di vita, se il focus infettivo invece si scatena entro la seconda decade significa che l’infezione è stata contratta tra il II ed il XII mese. L’herpes zoster pediatrico può sorgere come conseguenza di una infezione entro il primo anno del virus, ma può essere veicolato anche dalla varicella se viene contratta entro il XII mese, tra gli altri fattori eziologici associati a questa rara malattia bisogna segnalare anche gli stati di immunodeficienza dovuti all’HIV oppure a neoplasie emo-linfoproliferative, possono giocare un ruolo decisivo anche i trattamenti radiochemioterapici. Continue reading

    Published by:
  • Fuoco di sant’Antonio lozione alla calamina 

    Fuoco di sant’Antonio lozione alla calamina

    Tra i rimedi naturali indicati per trattare il prurito in caso di fuoco di sant’Antonio si suggerisce la lozione alla calamina, indicata anche per alleviare le manifestazioni sintomatiche associate a punture di insetti ed altri disturbi cutanei che provocano prurito, arrossamento, irritazione e dolore. Si tratta di un palliativo e non di una cura che di solito viene prescritta per lenire le irritazioni cutanee di lieve entità legate a diversi fattori che possono scatenare un’irritazione della pelle associata a gonfiore, prurito, arrossamento; anche se si tratta di un rimedio naturale è opportuno verificare l’eventuale allergia ai principi attivi contenuti nella pianta facendo un test della sensibilità, se dopo l’applicazione su una zona circoscritta del braccio non si registra una reazione negativa si può procedere con il trattamento a base del silicato basico di zinco. Oltre a lenire il prurito dovuto alle manifestazioni cutanee del fuoco di sant’Antonio, la lozione alla calamina trova impiego anche per il trattamento dell’eczema, in quanto l’ossido di zinco presente nella lozione non è solubile in acqua ed assorbe l’umidità, mantenendo la pelle secca. Il rimedio è applicato anche sulla pelle acneica riducendo l’irritazione ed il gonfiore. La lozione placa anche le scottature che causano prurito ed arrossamento della pelle. Il rimedio viene indicato anche per il trattamento della dermatite da contatto per cui lenisce la pelle e riduce il prurito. Continue reading

    Published by:
  • Herpes zoster gel a base di cloruro di alluminio 

    Herpes zoster gel a base di cloruro di alluminio

    Tra i trattamenti di tipo locale che possono venir indicati per placare i sintomi dell’infezione da herpes zoster si consiglia l’applicazione di un gel a base di cloruro di alluminio che attenua l’infiammazione delle vescicole e diminuisce la sensazione di prurito. Nel caso in cui l’eruzione cutanea crea fastidio per ridurre l’infiammazione e la sensazione di prurito si raccomandano dei semplici rimedi dalla formulazione naturale che attivano proprietà antidolorifiche, antinfiammatorie ed antivirali. Si tratta di un trattamento topico che in genere viene utilizzato per placare il prurito provocato dalle punture delle zanzare ma anche per placare l’infiammazione ed la sensazione di bruciore dovute alle lesioni da contatto provocate dalle meduse poiché il gel di cloruro di alluminio attiva un’azione astringente a cui si aggiunge un’immediata azione antiprurito, ma la stessa composizione del trattamento blocca la diffusione delle tossine rilasciate dalla medusa nell’organismo dell’uomo. Per altre informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Cure naturali per il trattamento del virus zoster: il ginseng. Continue reading

    Published by:
  • Terapia omeopatica dell’herpes zoster

    Terapia omeopatica dell’herpes zoster

    I rimedi omeopatici coadiuvano il trattamento di diverse condizioni patologiche, in particolare si può prescrivere una specifica terapia omeopatica dell’herpes zoster con lo scopo principale non solo di placare la sintomatologia ma anche di prevenire eventuali episodi di recidive. In genere il rimedio omeopatico adatto per il trattamento del paziente colpito da fuoco di sant’Antonio deve essere identificato partendo dal quadro clinico del singolo soggetto questo perché il migliore trattamento naturale deve agire efficacemente sulla complessità dei sintomi fisici ed a livello psichico. Per cui la medicina omeopatica non propone dei rimedi fissi per combattere la sintomatologia connessa con l’aggressione virale veicolata dall’herpes zoster ma suggerisce diversi preparati da poter adoperare ad hoc tenendo conto delle manifestazioni presentate dal paziente. Spesso vengono indicati dei rimedi comuni che trovano largo impiego anche nel contesto di altre patologie cutanee assimilabili all’herpes zoster, il soggetto colpito da fuoco di sant’Antonio e che si rivolge ad un professionista omeopatico si vedrà prescrivere diversi rimedi tra i quali ad esempio: mezereum, sulfur, apis, rhus toxicodendron, formica rufa, arsenicum album, medusa, pulsatilla, ranunculus, natrium muriaticum. Maggiori informazioni si trovano su Argento colloidale fuoco di Sant’Antonio. Continue reading

    Published by:
  • Herpes zoster rischio ictus

    Herpes zoster rischio ictus

    Recenti studi epidemiologici hanno rilevato una relazione tra herpes zoster e rischio ictus, è stato infatti rilevato un aumento del rischio ictus nei soggetti colpiti da questo agente virale capace di determinare il quadro clinico del fuoco di sant’Antonio. Le indagini condotte hanno evidenziato che tale evenienza può registrarsi nei 6-12 mesi successivi, in particolare il rischio di ictus risulta maggiore nei soggetti precedentemente colpiti da herpes zoster oftalmico, spesso l’insorgenza di episodi di ictus tende a registrarsi entro l’anno. Per limitare i rischi in genere si procede con la prescrizione di un’adeguata terapia antivirale, anche se la migliore prevenzione in tal caso è rappresentata dalla vaccinazione anti-zoster indicata in particolare ai soggetti anziani ed a quelli con deficit relativi al sistema immunitario. Per altre informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Nevralgia del trigemino cosa è. Continue reading

    Published by:
  • Fuoco di Sant’Antonio corteccia di salice

    Fuoco di Sant’Antonio corteccia di salice

    Diversi rimedi naturali vengono indicati per combattere il virus dell’herpes zoster responsabile del quadro clinico del fuoco di Sant’Antonio e tra le varie erbe che possono venir utilizzate per l’herpes zoster per ridurre il dolore si consiglia la corteccia di salice. A questo rimedio fitoterapico, disponibile in capsule oppure in bustine, competono diversi effetti benefici utili in particolare per ridurre il dolore sfruttando le proprietà antidolorifiche ed anti-infiammatorie dei principi attivi a cui ascrivere delle virtù aspirino-simili: il principio attivo della salicina ha effetti simili a quelli dell’acido acetilsalicilico ossia  della comune aspirina anche se va detto che la salicina viene convertita in acido salicilico dopo la fase di assorbimento a livello dello stomaco, senza provocare irritazione come avviene invece dopo l’assunzione dell’aspirina. La corteccia di salice si dimostra un valido  alleato per la cura di diverse condizioni patologiche intervenendo sui sintomi ed infatti questo prodotto fitoterapico viene utilizzato in medicina a partire dagli antichi medici greci ed egiziani per l’attività analgesica ed anti-infiammatoria da attribuire agli altri componenti presenti nella pianta quali: tannini, glicosidi, catechine e flavonoidi. Maggiori informazioni si trovano su Miele proprietà curative sulla pelle. Continue reading

    Published by:
  • Herpes zoster linfoadenopatia regionale

    Herpes zoster linfoadenopatia regionale

    L’infezione veicolata dall’herpes zoster spesso si accompagna all’insorgenza di adenopatia o linfoadenopatia regionale ossia da un sostanziale aumento del volume dei linfonodi associato a dolore. Solitamente la linfoadenopatia si caratterizza per un aumento del volume di uno o più linfonodi da associare come conseguenza diretta ad un’eccessiva produzione di linfociti e di cellule reticoloendoteliali oppure da infiltrazione di cellule. L’infiammazione può essere provocata da batteri, virus, protozoi, funghi che possono determinare un interessamento linfonodale generalizzato, con infezioni sistemiche, o limitato ai linfonodi regionali che drenano una zona infetta; si riscontra un’espansione generalizzata dei linfonodi in caso di mononucleosi infettiva, nelle infezioni da citomegalovirus, nella istoplasmosi disseminata nella toxoplasmosi, nella brucellosi, nella sifilide secondaria; invece la forma regionale è tipica di infezioni batteriche di streptococchi, nella TBC o malattia da micobatteri non tubercolari, nella tularemia, nella sifilide primaria, nel linfogranuloma venereo, in caso di herpes simplex genitale, nella malattia da graffio di gatto. Per altre notizie si rimanda alla lettura di Herpes zoster segni clinici caratteristici. Continue reading

    Published by:
  • Cure naturali per il trattamento del virus zoster: il ginseng 

    Cure naturali per il trattamento del virus zoster: il ginseng

    Sono diverse le cure naturali indicate per il trattamento del virus herpes zoster tra cui il ginseng che offre una serie di virtù non solo dall’effetto immunostimolante e tonico ma anche dall’azione antivirale. Sempre più persone infatti si lasciano convincere dagli effetti curativi offerti dalle erbe officinali impiegate in ambito fitoterapico per il trattamento di diverse problematiche, nel caso di infezioni virali come quelle di natura erpetica vengono raccomandati dei rimedi naturali che sfruttano principalmente le proprietà antivirali e quelle antimicotiche fornite dai principi attivi contenuti nelle piante. Ginseng coreano è consigliato per stimolare il corpo ed aiutarlo a combattere le infezioni da herpes e di superare i momenti di debolezza affrontati dal sistema immunitario; si tratta della varietà Panax ginseng di cui si utilizza la radice disponibile in polvere o sottoforma di estratto liquido dove si sintetizzano degli utili anticorpi che aiutano il corpo a superare l’infezione virale, in particolare il ginseng stimola la produzione delle cellule Natural Killer, un tipo di linfociti T a cui spetta il compito di riconoscere e distruggere lei cellule infettate da virus. Per altre informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Prevenzione alimentare per rafforzare il sistema immunitario. Continue reading

    Published by:
  • Antidepressivi triciclici (TCA) per trattare la nevralgia post-erpetica

    Antidepressivi triciclici (TCA) per trattare la nevralgia post-erpetica

    Il dolore provocato dal fuoco di Sant’Antonio può persistere anche dopo la guarigione determinando l’insorgenza della nevralgia post-erpetica che richiede come trattamento curativo efficace per diminuire il dolore diverse terapie farmacologiche, in genere gli antidepressivi triciclici (TCA) vengono prescritti per trattare la nevralgia post-erpetica. Nella maggior parte dei casi ai pazienti che risentono di questa condizione patologica dolorosa viene suggerita l’assunzione dell’amitriptilina, ma a questo presidio medico che presenta un’alta incidenza di effetti collaterali vengono preferiti altri presidi medici della stessa classe farmacologica tra cui la desipramina e la nortriptilina dal momento che presentano minori effetti collaterali nei confronti dei soggetti che risultano maggiormente esposti al rischio di contrarre nevralgia post-erpetica. I principi attivi alla base di questi farmaci favoriscono l’inibizione non selettiva della ricaptazione dei neurotrasmettitori monoamine, per cui il principale effetto da ascrivere agli antidepressivi triciclici (TCA) determina il blocco della ricaptazione delle ammine dalle terminazioni nervose, talvolta attivano un’interazione con recettori neurotrasmettitoriali, tra cui i recettori colinergici muscarinici, i recettori serotoninergici e i recettori istaminici. Maggiori informazioni si trovano su Fuoco di Sant’Antonio danneggia i neuroni sensitivi. Continue reading

    Published by: