Fuoco di sant’Antonio diagnosi differenziale

Comment

Approfondimenti

Fuoco di sant’Antonio diagnosi differenziale

Per identificare l’infezione virale riconducibile al fuoco di sant’Antonio ci si affida alla diagnosi differenziale dell’eruzione cutanea: già da un’indagine visiva è possibile confermare la malattia dal momento che il rash cutaneo interessa un dermatomero. Nel caso in cui l’eruzione è assente, delineando la condizione dello zoster sine herpete, l’infezione virale risulta difficile da diagnosticare in quanto il paziente risente di una serie di sintomi tipici di altre condizioni patologiche. Per formulare quindi la diagnosi dell’herpes zoster vengono eseguiti degli esami di laboratorio, è infatti possibile rilevare nel sangue la presenza degli anticorpi IgM VZV specifici, si tratta di anticorpi prodotti dall’organismo durante la manifestazione sintomatologica della varicella oppure del fuoco di sant’Antonio. Un altro test che può essere effettuato consiste nell’analizzare il contenuto sierico delle vesciche che compongono l’eruzione cutanea, si esegue in questo caso una reazione a catena della polimerasi (PCR) per la ricerca del DNA del virus herpes zoster, oppure si sottopone ad analizzare il contenuto delle bolle con un microscopio elettronico per esaminare la presenza dell’agente virale. Maggiori notizie su Prurito post-erpetico come si manifesta.

I possibili risvolti della patologia

fuoco di sant’Antonio diagnosi differenziale

fuoco di sant’Antonio diagnosi differenziale

L’eruzione cutanea ed il dolore, in quanto segni clinici tipici dell’infezione, si risolvono in genere entro un periodo che va da tre a cinque settimane, talvolta l’herpes zoster può riattivarsi nella forma del zoster sine herpete in questo caso non compare il rash ed il paziente viene interessato da una sensazione di dolore acuto che si propaga lungo il decorso di un singolo nervo spinale, le condizioni più gravi possono Questa condizione può comportare sfociare in alcune complicanze che colpiscono il sistema nervoso determinando l’insorgenza di: mieliti, neuropatie, polineuriti, meningite asettica. Altre volte (circa un paziente su cinque) può svilupparsi una condizione dolorosa di carattere cronico difficile da trattare determinando il quadro clinico della nevralgia posterpetica. Per altre informazioni si rimanda alla lettura di Decorso dell’herpes Zoster.

Pubblicità

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Verifica CAPTCHA * Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.