Fuoco di Sant’Antonio corticosteroidi: quando prescriverli

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Fuoco di Sant'Antonio cura

Fuoco di Sant’Antonio corticosteroidi

L’infezione da herpes zoster che attiva il fuoco di Sant’Antonio richiede una scelta oculata del farmaco antivirale da somministrare al paziente per ottenere un esito clinico positivo, ma talvolta è necessario far ricorso ai corticosteroidi soprattutto nella fase acuta dell’infezione virale. L’impostazione di un’adeguata terapia farmacologia è necessaria non solo per favorire la guarigione del paziente ma anche per evitare le complicanze del fuoco di Sant’Antonio che possono essere anche severe visto che di solito l’herpes zoster colpisce principalmente le persone anziane. Va ribadito che questa infezione di natura virale è causata dalla riattivazione del virus della varicella che tende a colpire con maggiore frequenza nell’infanzia, il virus dell’herpes zoster acquisito durante l’infezione primaria resta silente clinicamente durante tutta la vita rimanendo all’interno dei gangli spinali e dei nervi sensitivi dove può riattivarsi in particolari condizioni in cui il sistema immunitario del soggetto risulta più debilitato e stressato. Per altre informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Farmaco antivirale per il trattamento dell’herpes zoster.

La terapia con il prednisone

fuoco di Sant’Antonio corticosteroidi

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In caso di insorgenza del quadro clinico del fuoco di Sant’Antonio il medico potrà prescrivere nella fase acuta della malattia come cura dell’herpes zoster alcuni farmaci corticosteroidi da somministrare per uso orale. La letteratura clinica a tal proposito appare divisa in quanto gli studi condotti a livello sperimentale hanno dato risultati alquanto controversi vista la loro marcata variabilità. Il trattamento con questa classe di farmaci è indicato in particolare per la gestione del dolore associato all’eruzione cutanea provocata dalla riattivazione dell’herpes zoster nei nervi sensitivi. Tra i farmaci corticosteroidi più indicati come terapia per il fuoco di Sant’Antonio vi è il prednisone, spesso prescritto in associazione con un farmaco antivirale come l’aciclovir, che è in grado di ridurre il dolore, invece il prednisone non è in grado di prevenire l’insorgenza della nevralgia post-erpetica né di ridurre la sintomatologia dolorosa ad essa connessa. Si rinvia per approfondimenti all’articolo Fuoco di Sant’Antonio cure palliative per scongiurare complicanze.

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