Contagio fuoco di sant’Antonio siero infetto

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Fuoco di Sant'Antonio contagio

Contagio fuoco di sant’Antonio siero infetto

Il paziente con herpes zoster in fase attiva può scatenare il contagio fuoco di sant’Antonio attraverso il siero infetto contenuto all’interno delle vescichette che costituiscono il primo segnale dell’infezione da herpes zoster. La comparsa del rash cutaneo si manifesta con la presenza di bollicine piene di liquido sieroso, che tendono a distribuirsi in maniera ravvicinata sulla pelle del paziente, localizzandosi in genere sul torace, anche se in alcuni casi l’eruzione può propagarsi ad altre aree, principalmente sul collo e sulle gambe. A questo punto dell’infezione, oltre ad essere contagioso il paziente evidenzia i tipici sintomi associati al quadro clinico del fuoco di sant’Antonio per cui lamenta dolore, bruciore ed intorpidimento dell’area colpita dal focus infettivo; possono poi presentarsi delle manifestazioni sintomatiche sistemiche caratterizzate da insorgenza di febbre, mal di testa, malessere generale, dolore addominale. Dal momento che il contenuto delle vesciche è contagioso è bene seguire delle precise norme igieniche per evitare che avvenga il passaggio di siero tra soggetti infettati e soggetti sani. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Nevralgia intercostale come si verifica.

L’approccio terapeutico

contagio fuoco di sant’Antonio siero infetto

contagio fuoco di sant’Antonio siero infetto

Per contrastare il contagio e favorire la guarigione in caso di fuoco di sant’Antonio è bene rivolgersi al medico che prescrive una terapia farmacologica, e dal momento che si tratta di un’infezione virale viene prescritta una cura con farmaci antivirali come aciclovir, valaciclovir o famciclovir; si tratta di un approccio terapeutico indicato per ridurre il rischio di sviluppare eventuali complicanze connesse con l’infezione primaria che spesso si traducono con la manifestazione della nevralgia post-erpetica, ossia della percezione di un dolore cronico ed intenso che si presenta anche mesi dopo la scomparsa dell’eruzione cutanea. Il medico raccomanda poi al paziente il completo riposo ed una dieta ad hoc per rafforzare il sistema immunitario debilitato che ha permesso la reinfezione da herpes zoster. Altre notizie utili si trovano su Herpes zoster manifestazione paraneoplastica.

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