Come si cura il fuoco di Sant’Antonio: i farmaci per il trattamento

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Fuoco di Sant'Antonio cura

Come si cura il fuoco di Sant’Antonio?

Sebbene non esista una cura specifica, è possibile far ricorso a farmaci per ridurre la durata della malattia e prevenire pericolose complicanze. Come si cura il fuoco di Sant’Antonio? In particolare, i farmaci antivirali, gli antidolorifici (come il paracetamolo o l’ibuprofene), gli antidepressivi e le creme antibiotiche ad uso topico (da applicare direttamente sulla pelle) possono essere efficaci per attenuare il dolore, fornire sollievo, arrestare l’infezione delle vesciche e accelerare i tempi di guarigione.

Come si cura il fuoco di Sant’Antonio: il trattamento iniziale

Come si cura il fuoco di Sant'Antonio

Come si cura il fuoco di Sant’Antonio: i farmaci prescritti dal medico

Una diagnosi di fuoco di Sant’Antonio (o herpes zoster), induce il medico ad iniziare il trattamento con farmaci antivirali. Se la cura avviene entro i primi tre giorni dalla comparsa dell’eruzione cutanea, tra i primi sintomi del fuoco di Sant’ Antonio, si ha una minore probabilità di avere problemi e complicazioni in seguito (ad esempio la nevralgia post-erpetica). Per i casi gravi di fuoco di Sant’Antonio, possono essere prescritti corticosteroidi, da somministrare contestualmente ai farmaci antivirali. Se il dolore persiste per più di un mese dopo la guarigione da fuoco di Sant’Antonio, il medico potrebbe diagnosticare una nevralgia posterpetica (PHN) ovvero la complicanza più comune di herpes zoster – colpisce un numero di pazienti compreso tra 10 e 15 pazienti, su 100 persone che contraggono la malattia -. Il trattamento per ridurre il dolore della nevralgia posterpetica comprende:

– Farmaci antidepressivi, come un antidepressivo triciclico
– Anestetici topici che contengono benzocaina, che è possibile applicare direttamente sulla pelle per alleviare il dolore
– Farmaci anticonvulsivanti
– Gli oppioidi come la codeina
La maggior parte dei casi di PHN si risolve entro un anno.

Il fuoco di Sant’Antonio si manifesta con una eruzione cutanea su un’ampia porzione del corpo e l’infezione può interessare cuore, polmoni, fegato, pancreas, articolazioni e tratti intestinale. La cura fuoco di Sant’Antonio può dunque includere sia i farmaci antivirali per impedire al virus di moltiplicarsi, e antibiotici per fermare l’infezione in corso. L’herpes zoster oftalmico interessa la zone epidermica di fronte, guance, naso e intorno all’occhio. Il rischio che, in seguito a complicazioni, il paziente possa perdere la vista non va sottovalutato ed è per questo che ci si dovrebbe tempestivamente rivolgere ad un oculista per un trattamento rapido e mirato. La terapia prescritta può includere riposo, impacchi freddi e l’assunzione di farmaci antivirali.

Il fuoco di Sant’Antonio: cause

Il fuoco di Sant’Antonio è causato dallo stesso virus della varicella. Si tratta di un membro della famiglia del virus dell’herpes, ma non lo stesso che causa l’herpes genitale e altre infezioni da herpes. Una volta contratta la malattia (tipica in età scolare), il virus sopravvive nei nervi sensoriali, dormiente e inattivo, fino a quando, per motivi ancora poco chiari, viene riattivato. Un indebolimento temporaneo del sistema immunitario (causato da un’altra malattia come il cancro o l’AIDS, legata al normale invecchiamento o, piuttosto, a condizione di stress quotidiano) gioca un ruolo fondamentale in questo senso, rappresentando un fattore scatenante della malattia. Allo stesso modo, farmaci come i corticosteroidi o la chemioterapia possono compromettere le difese immunitarie dell’organismo, esponendolo più facilmente alle infezioni.

E’importante che la cura fuoco di Sant’Antonio sia avviata in modo rapido e aggressivo, al fine di scongiurare il rischio che possa svilupparsi una condizione ancora più sgradevole chiamata nevralgia post-erpetica. Mentre l’herpes zoster provoca di solito una temporanea sensazione di bruciore e ipersensibilità, la nevralgia posterpetica è una malattia cronica che può evolvere in dolore intrattabile. Tale condizione può perdurare per mesi e persino per anni, rivelandosi in alcuni casi invalidante per il paziente.

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