• Vaccino herpes zoster rischio di prendere la varicella

    Vaccino herpes zoster rischio di prendere la varicella

    La vaccinazione è un’ottima strategia per abbattere il rischio di sviluppare una riattivazione del virus herpes zoster e di accorciare i tempi e la gravità degli episodi residui, ma da recenti studi è stato evidenziato che il vaccino herpes zoster esporrebbe il soggetto ad un maggiore rischio di prendere la varicella. Coloro che sono stati interessati da una pregressa infezione di varicella sono propensi a sviluppare herpes zoster in età avanzata, per scongiurare questa evenienza e per mantenere funzionale il sistema immunitario degli anziani risulta efficace la vaccinazione contro l’agente patogeno responsabile del fuoco di sant’Antonio. Il vaccino Zostavax, che contiene al suo interno il virus vivo attenuato della varicella-zoster (VZV), non sembrerebbe possedere un elevato tasso di sicurezza visto che è stato scientificamente provato che quando una persona viene vaccinata don inoculazione di un virus vivo, essa continua a diffondere il virus per settimane per questo motivo il rischio di trasmissione ed esposizione ad infezione ricade sia sui soggetti vaccinati sia su quelli non sottoposti a vaccinazione. Altre notizie su: http://www.informasalus.it/it/articoli/herpes-zoster-vaccini-portatore.php. Continue reading

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  • Eczema erpetico come si manifesta

    Eczema erpetico come si manifesta

    Una malattia rara ma grave come l’eczema erpetico (eczema herpeticum, noto anche con il nome di eruzione varicelliforme di Kaposi, pustolosi varioliforme acuta e dermatite di Kaposi-Juliusberg) si manifesta come una complicanza di un’infezione da virus dell’herpes simplex che determina la comparsa di lesioni erpetiche localizzate in aree cutanee eczematose. Quest’infezione cutanea virale di natura disseminata tende di solito a svilupparsi nelle zone interessate da lesioni precedenti dovute a dermatite atopica, eczema, ustioni. Spesso il termine eczema erpetico identifica un tipo di eruzione causato dal virus herpes simplex umano ossia da una sovrainfezione della dermatite atopica veicolata dall’herpes simplex di tipo 1 (HSV-1) e meno frequentemente da herpes simplex di tipo 2 (HSV-2), ma può anche essere causata da coxsackievirus A16 oppure da altri virus. La manifestazione dell’eruzione acuta si evidenzia con la comparsa di vescicole ed erosioni in zone precedentemente interessate da altre malattie cutanee in via di guarigione, a queste eruzioni cutanee si associano altri sintomi caratteristici quali: febbre, malessere generale e linfoadenopatia. Per approfondimenti: https://www.msdmanuals.com/it-it/professionale/malattie-infettive/herpes-virus/infezioni-da-herpes-simplex-virus-hsv. Continue reading

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  • Fattori di rischio nevralgia post-erpetica

    Fattori di rischio nevralgia post-erpetica

    Tra i fattori di rischio che incidono significativamente sull’evenienza di poter sviluppare una nevralgia post-erpetica l’età gioca un ruolo centrale, dal momento che dal punto di vista clinico la condizione patologica  tende a colpire soprattutto le persone con più di 50 anni. L’incidenza della nevralgia post-erpetica aumenta progressivamente dopo i 60 anni e con l’avanzare dell’età si registra una riduzione delle probabilità di risoluzione spontanea. Oltre all’età non è stato identificato nessun altro fattore eziologico che rende possibile prevedere quali pazienti colpiti da herpes zoster potranno successivamente essere colpiti da nevralgia post-erpetica. I soggetti colpiti da questo quadro patologico risentono della sensazione persistente di dolore che si presenta a livello superficiale, e viene percepito come urente localizzandosi in un’area ben precisa interessata anche da ipersensibilità; in genere l’intensità del dolore è variabile e soggettiva, quando la sintomatologia è lieve può essere avvertito come un leggero prurito accompagnato ad una sensazione di intorpidimento. Talvolta il dolore può risentire di un’acutizzazione in caso di contatti, anche lievi a livello della sede interessata da nevralgia post-erpetica, il paziente può avvertire un dolore più lancinante nel corso di movimenti notturni, stress emotivi, sbalzi di temperatura, rumori improvvisi. Maggiori notizie su: http://www.my-personaltrainer.it/salute/nevralgia-post-erpetica.html. Continue reading

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  • Prevenzione virus varicella-zoster in gravidanza

    Prevenzione virus varicella-zoster in gravidanza

    Le nuove raccomandazioni sulla prevenzione virus varicella-zoster in gravidanza prevedono per le gestanti non immuni che sono state esposte alla varicella la profilassi con immunoglobuline per varicella-zoster ossia con immunoglobuline specifiche, con lo scopo di contrastare l’insorgenza di eventuali complicazioni. La varicella può rappresentare un problema per la salute durante la gravidanza, per questo è importante adottare tutte le misure necessarie per evitare il possibile contagio: la varicella è un tipo di infezione altamente contagiosa per questo in caso di sintomatologia è bene richiedere rapidamente le cure mediche. L’infezione da VZV tende mediamente ad interessare 3 gravidanze ogni 1000, ed il passaggio del virus dalla madre al bambino è alquanto raro e dipende dal momento in cui l’agente virale viene trasmesso alla madre, ma la morbidità associata alla varicella nelle gestanti è un’evenienza possibile che deve essere scongiurata attraverso delle cure appropriate. Si può determinare inoltre la suscettibilità della donna in gravidenza attraverso un’attenta anamnesi rispetto alla varicella o l’herpes zoster, in caso di una passata infezione del virus della varicella allora la donna è immune. Altre notizie si trovano su: http://www.vitadidonna.it/gravidanza/malattie-infettive/varicella-gravidanza-prevenzione-contagio.html. Continue reading

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  • Nuovo vaccino terapeutico herpes genitale

    Nuovo vaccino terapeutico herpes genitale

    Recenti studi hanno fornito i primi risultati relativi ad un nuovo vaccino terapeutico per il trattamento dell’herpes genitale, si tratta del cosiddetto vaccino GEN-003 in fase di sviluppo nei laboratori dell’azienda farmaceutica Genocea Biosciences Inc. (Massachusetts). Lo studio è stato condotto da un team diretto dalla dott.ssa Anna Wald dell’Università di Washington, in collaborazione con l’équipe del dott. David Koelle- Analizzando le componenti principali del farmaco è stato possibile rilevare il meccanismo attivato dal vaccino che permette di indirizzare la risposta immunitaria dei linfociti T. Nel corso del trial clinico è stata valutata la sicurezza e la risposta immunitaria del vaccino per il trattamento di infezioni provocate dall’herpes genitale di diversa entità, i dati hanno dimostrato che i pazienti che hanno ricevuto tre dosi di GEN-003 hanno visto ridursi il fenomeno del rilascio virale, mentre i pazienti che hanno ricevuto la somministrazione del placebo non hanno beneficiato di alcuna riduzione della manifestazione. Inoltre i dati dello studio hanno evidenziato che l’immunizzazione garantita dal vaccino GEN-003 è strettamente connessa con l’attivazione delle cellule T, in particolare la risposta dei linfociti T risulta incrementata, inoltre il vaccino permette di rendere più alto il tasso di neutralizzazione degli anticorpi. Per approfondimenti si rimanda alla lettura di: http://www.italiasalute.it/12532/Allo-studio-nuovo-vaccino-contro-l’herpes.html. Continue reading

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  • Dolore associato al fuoco di sant’Antonio

    Dolore associato al fuoco di sant’Antonio

    L’insorgenza del dolore associato al fuoco di sant’Antonio è dovuto al processo infiammatorio  provocato dal passaggio del virus sul nervo e non sulla pelle; in genere la sensazione di dolore tende a manifestarsi qualche settimana prima della comparsa della caratteristica eruzione cutanea tipica di questo focus virale, talvolta poi il dolore può perdurare a lungo dopo la guarigione delle croste. Non si può essere colpiti dal quadro patologico del fuoco di sant’Antonio se non si è già venuti a contatto con il virus della varicella, in genere i soggetti colpiti da varicella sono maggiormente esposti al rischio di presentare manifestazioni dolorose da herpes zoster. Il fuoco di sant’Antonio rappresenta un focus infettivo secondario visto che si tratta della riattivazione del virus VZV, che anche a distanza di molti anni può uscire dalle cellule nervose, immettersi sul nervo e provocare l’infezione che si localizza a livello della zona cutanea su cui scorre quel nervo. Dal momento che il virus herpes zoster può passare tramite i gangli nervosi su più nervi si possono manifestare eruzioni più estese con interessamento di diversi distretti cutanei. Per altre notizie si rimanda alla lettura di https://www.farmacoecura.it/malattie/fuoco-di-s-antonio-o-herpes-zoster-foto-contagio-gravidanza-terapia/. Continue reading

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  • Irritazione del nervo grande occipitale

    Irritazione del nervo grande occipitale

    La nevralgia di Arnold, detta anche nevralgia occipitale, è un tipo di cefalea occipitale spesso confusa con sindromi emicraniche o con algie craniche che sorge come consguenza diretta dell’irritazione del nervo grande occipitale (grande e piccolo occipitale di Arnold). Il nervo grande occipitale di Arnold ha origine dal ramo di divisione mediale della branca posteriore del secondo nervo cervicale, si tratta nello specifico di un nervo sensitivo che prende parte al processo di innervazione della cute e del cuoio capelluto della regione occipitale e della galea capitis. L’insorgenza della nevralgia occipitale è da imputare ad alcuni danni a carico dei nervi occipitali prodotti da fattori eziologici quali: traumatismi, contrazioni ripetute dei muscoli del collo, malformazioni del rachide cervicale, patologie degenerative-artrosiche, condizioni infiammatorie, stress fisici, complicanze mediche, eventuali trattamenti radioterapici a livello del collo. Non sono rari i casi dove la causa dell’irritazione del nervo occipitale non viene identificata, anche dopo aver eseguito indagini di tipo radiologico. Per altre notizie si rimanda alla lettura di http://www.fuocodisantantonio.net/nevralgia-del-nervo-di-arnold-come-si-manifesta/. Continue reading

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  • Herpes zoster recidivo

    Herpes zoster recidivo

    Di solito l’insorgenza dello zoster si verifica una sola volta nella vita, in alcuni casi, in circa l’1% della popolazione, si può avere un secondo episodio e più raramente un terzo nei soggetti che presentano un sistema immunitario debilitato, i casi di herpes zoster recidivo non tendono ad evidenziarsi nei soggetti in buono stato. Il picco d’incidenza si registra fra i 50 ed i 70 anni, questa fascia di età risulta maggiormente colpita da questo tipo di infezione come conseguenza di una diminuzione nella cellularità immunitaria: una buona percentuale di persone sane che hanno superato i 60 anni, da un punto di vista immunitario non è dotato di anticorpi dosabili contro il virus della varicella zoster. Tra gli altri fattori che possono predisporre alla riattivazione del virus della varicella vanno segnalati condizioni quali: uso di immunodepressori o corticosteroidi; irradiazione locale; tumori; traumi; interventi di chirurgia. Le lesioni dell’herpes zoster recidivo si ripresentano nei pazienti generalmente nella stessa sede dell’episodio iniziale. Maggiori informazioni si trovano su https://www.msd-italia.it/altre/geriatria/sez_15/sez15_123l.html. Continue reading

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  • Cause e rimedi per le macchie della pelle

    Le macchie della pelle originano da diverse cause e presentano altrettanti differenti rimedi. Esse derivano da un’eccessiva produzione di melanina a lungo termine: la melanina è un pigmento prodotto da cellule (melanociti) epidermiche superficiali che conferisce alla stessa il caratteristico colorito bronzeo tipico della stagione estiva e balneare soprattutto. I raggi solari, penetrando nella pelle, ne modificano la colorazione di base adattandosi alle caratteristiche di ogni cute, legata anche al colore degli occhi e dei capelli. Non tutti sanno che le macchie della pelle derivanti dall’abbronzatura, sono discendenti dirette di un meccanismo che è di pura autodifesa, attuato dall’organismo per proteggersi in tempo reale dai danni del sole cosiddetto “cattivo”. Con il passare del tempo e l’avanzare del processo d’invecchiamento corporeo, il suddetto meccanismo si altera generando appunto le macchie della pelle ossia una produzione eccessiva o modificata di melanina. Le macchie della pelle sono di vari tipi: il Melasma, ossia il deposito troppo abbondante di melanina nella cute, dovuto, si ipotizza, a determinati ormoni sessuali, in primis gli estrogeni, anche se il principale fautore del Melasma rimane l’esporsi senza attenzione ai raggi solari. Esistono poi le efelidi, macchie piccine della pelle facenti parte del patrimonio genetico del soggetto che ne è portatore; le lentiggini invece sono macchie della pelle che si modulano in base all’esposizione solare e dipendono da un aumento del numero dei melanociti e della melanina.

    Rimedi

    Nel caso si soffra di macchie della pelle, i rimedi alle stesse devono essere valutati in sede di visita dermatologica, durante cui verrà valutata la situazione generale e specifica del pigmento con conseguente prescrizione d’idonea terapia. Attualmente i rimedi per le macchie della pelle sono molti, ma va ricordato che esse non scompariranno mai del tutto, potranno essenzialmente essere soggette a schiarimento nel tempo. Uno dei primi approcci avente tale fine è la terapia topica che sfrutta preparazioni a base di nutrienti depigmentanti. Esiste poi il peeling chimico, tecnica consistente nell’applicazione di determinati reagenti chimici quali acido glicolico, acido salicilico e acido retinoico a seconda dei casi da trattare. Gradualmente questi acidi vanno a lisciare gli strati superficiali della pelle assicurandone un netto miglioramento e schiarimento. Molto in voga negli ultimi anni, anche in fatto di macchie della pelle è la crioterapia che, agendo tramite azoto liquido a  temperature molto basse, crea una vera e propria lesione sulla pelle in grado, velocemente, di scomparire portando con se anche le macchie. Sicuramente meno invasiva è la terapia laser per schiarire le macchie della pelle: avendo un’azione capillarmente selettiva, tale trattamento permette di agire con la massima precisione sul pigmento in eccesso. In definitiva, nonostante chi soffra di macchie della pelle può star sicuro di migliorare il proprio difetto, comunque mettere in pratica i dovuti accorgimenti è fondamentale, non solo per implementare le terapie che si seguono ma anche per prevenire formazione ed aumento delle macchie stesse. E’ bene godersi l’esposizione al sole quando possibile ma con l’idonea protezione solare nonché nei tempi stabiliti a livello medico e sanitario.

    Fonte : www.macchiesullapelle.it

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  • Herpes zoster nasale come si manifesta

    Herpes zoster nasale come si manifesta

    I virus erpetici sono responsabili di focus infettivi in diversi distretti del corpo, si parla di herpes zoster nasale quando le manifestazioni dell’infezione di questo virus danno forma ad eruzioni di tipo  vescicolare sulla cute esterna del naso, nel vestibolo e talvolta dentro la cavità nasale. Questo tipo di infezione viene causata dall’herpes zoster localizzato nel ramo mascellare del nervo trigemino, la problematica oltre a creare disagio a livello estetico, per la comparsa di croste sul naso, può anche determinare delle fifficoltà a livello funzionale, in alcuni casi si possono registrare delle complicazioni: il dolore posterpetico può diventare di tipo cronico perdurando anche dopo la guarigione delle lesioni a livello cutaneo. In alcuni casi il quadro patologico dell’herpes zoster nasale può prevedere la comparsa di vescicole in altre aree con interessamento del focus infettivo  lungo la distribuzione della seconda branca del nervo interessato, per cui le vescicole possono comparire sulla guancia dello stesso lato dove si forma la lesione nasale, ma non oltre la linea mediana. Per altre informazioni su tale argomento si rimanda alla lettura di https://www.starbene.it/medicina-a-z/herpes-zoster-nasale. Continue reading

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